venerdì 22 gennaio 2010

Ispezione dell'Asl al Campo Rom

Qualche giorno fà apprendiamo dalla stampa che c'è stata un'ispezione della ASL al campo Rom sulla 554. Nel rapporto si parla di condizioni minime di vivibilità e di situazione «assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani e necessita di un'importante opera di bonifica, stante il massiccio inquinamento del suolo accumulatosi nel corso degli anni».
Ora, il comune ha già da tempo stanziato dei fondi per la ristrutturazione dei servizi di base del campo (fognature, servizi igienici, ...). Si può leggere l'articolo dalla rassegna stampa del comune di Cagliari. L'articolo è preso dall'Unione Sarda di oggi, dove in effetti appare quasi un'intera pagina dedicata ai Rom della 554.

Posto che la situazione è davvero grave e malsana, e che il lavori sono da svolgere al più presto, il problema che sorge è che, molto probabilmente, per svolgere i lavori si dovrà sgomberare il campo. Dove andranno quindi le tante famiglie RESIDENTI, NON NOMADI che attualmente vivono in quelle precarie condizioni?
Attendiamo risposte certe in merito. Qualcuno parla di un terreno al CASIC, ma è possibile e rispettoso per la salute umana far vivere così tante famiglie all'interno della zona industriale cagliaritana? Forse sarebbe il caso di pensare ad una soluzione alternativa all'isolament,o in una logica di inclusione sociale e superamento dei campi, come già richiesto dalla comunità europea.

Riportiamo anche una lettera firmata da alcuni consiglieri comunali dell'opposizione in merito alla questione: leggi.

Abbiamo anche scovato un video di tre anni fa circa relativo ad un sopralluogo all'interno del campo. Nel video si mostra solo lo spazio antistante le abitazioni, che attualmente si trova in migliori condizioni se non altro per il minor numero di rifiuti presenti. Vedi il video.

mercoledì 20 gennaio 2010

Roma: sgombero del campo Casilino900

Ieri c'è stato lo sgombero dello storico campo Casilino900 di Roma.
E' definito come "epocale", considerando che il campo è stabile da 40 anni.
Il sindaco Alemanno dice che è un'azione "condivisa"... sarà così?

Ecco il servizio del TG3 abbastanza significativo.

Struggente il post dei nostri amici di Roma, sul blog Rete Rom
Nuova destinazione?
Il campo di Solone: "[...]container di 18 metri quadri per sei persone tre metri quadri a testa riscaldamento, bagno, acqua e luce elettrica e tutto intorno, stretti ogni 3 metri, solo container e spazi tra i container [...]"

Questo probabilmente è il nuovo campo di container: vedi

venerdì 15 gennaio 2010

Radio intervista a Gianni Loy

Intervista di RadioRadicale dello scorso ottobre a Gianni Loy coautore del libro "Rom e Sinti in Italia. Tra stereotipi e diritti negati" che abbiamo nella nostra biblioteca.

Ascolta l'intervista.

sabato 12 dicembre 2009

Caccia agli zingari

Trasmissione su RAI3 "Presa diretta" dedicata ai Rom

Lo sgombero di un campo nomadi del popoloso e centrale quartiere Testaccio di Roma, la costruzione di un insediamento abitativo a Mestre per un gruppo di Sinti italiani deciso dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari e, infine, l'esempio della Spagna dove le politiche di integrazione per i rom attuate dal governo Zapatero hanno dato vita ad una possibile convivenza.

Vedi il video

giovedì 10 dicembre 2009

Laboratorio Integrato di Progetto e Società. Abitare ROM

L'incontro con ISF

Era il 4 novembre quando Erika, un membro attivo di Ingegneria Senza Frontiere - Cagliari, mi ha proposto di collaborare ad un progetto di cooperazione locale relativo al campo nomadi comunale SS 554.

È il primo anno che ho un Corso all’Università. Ero all’inizio, una fase in cui proponevo agli studenti esercizi in forma di racconti/descrizioni spaziali, attraverso pratiche “indiziarie” di osservazione e ascolto di fenomeni attuali. Ancora non avevo deciso il tema di progetto, sapevo solo che avrei voluto occuparmi delle micro-comunità di extracomunitari che abitano il nostro centro storico. Lo scopo era prima di tutto quello di renderle visibili, a partire dall’interpretazione dei modi d’uso dello spazio, e successivamente di generare visioni inedite.

Quindi, l’invito dei ragazzi di ISF, a guardare alle problematiche della comunità rom della 554, mi è sembrato una meravigliosa opportunità didattica, ma anche una scelta precisa di assunzione di responsabilità, rispetto ad una questione irrisolta e poco conosciuta. Il disagio sociale troppo spesso è alimentato da quello abitativo e come architetti, abbiamo il dovere professionale –oltreché civile -, di provare a dare delle risposte in termini progettuali a queste forme di povertà e marginalità.

In meno di una settimana insieme all’associazione abbiamo organizzato un ciclo di seminari di formazione (vedi programma). Non si poteva pensare di affrontare un tema così complesso, senza prima costruire un quadro conoscitivo di sfondo. Tanto più che attivare un processo di in-formazione, passando attraverso lo studio della storia e della cultura di questo popolo, sembrava essere l’unico modo per superare i pregiudizi e gli stereotipi di cui l’argomento è portare.

È stato un avvicinamento intenso, teso a proiettarci tutti all'interno di una cultura "altra".

Questo ciclo si è appena concluso e gli studenti stanno preparando un dossier nel quale raccogliere approfondimenti sulle tematiche su cui sono stati chiamati a riflettere. Il quaderno contribuirà a comporre una immagine nuova (diversa da quella stereotipata) da cui ripartire per costruire nuove relazioni e opportunità.

Nel frattempo, insieme ai volontari dell’Associazione, io, Valeria e Claudia abbiamo aperto la strada del dialogo con gli abitanti del campo, siamo entrati nelle case, nella scuola, iniziamo a chiamare le persone per nome.

Barbara

Le prime azioni

Dopo la presentazione del progetto al CSV Sardegna Solidale, i soci di ISF hanno iniziato a ragionare a mente fredda sul progetto e i possibili sviluppi.
Le prime azioni intraprese sono state orientate a trovare possibili collaborazioni con altre persone e associazioni che avessero già operato in ambito Rom.

Dalla rete ISF-Italia sono arrivate varie segnalazioni relative a persone e gruppi interessati, tra cui un gruppo di ISF-Roma che opera in collaborazione con gli Stalker su un progetto di autocostruzione di pannelli solari e una ragazza di Torino che svolge la tesi sull'argomento.
Altri contatti sono pervenuti da nostre conoscenze, tra cui Claudia e Barbara.
Da qui è nata la collaborazione con il corso tenuto da Barbara all'interno della facoltà di Architettura, "Abitare Sociale", che ha dato una spinta forte al progetto, con scadenze piuttosto stringenti.

venerdì 4 dicembre 2009

Genesi del progetto Rom

Tutto è iniziato a Maggio, a conclusione del ciclo di conferenze sulla cooperazione allo sviluppo. I soci di ISF-Cagliari si sono incontrati una domenica al parco di San Michele per pianificare obiettivi e attività future.

Da quel giorno le attività di ISF-Ca si sono concentrate sostanzialmente su due filoni:
  • autocostruzione di abitazioni ecostostenibili a basso costo
  • formazione e sensibilizzazione su tecnologie low tech
I lavori iniziano con entusiasmo e vanno avanti per qualche mese fino alla pausa estiva a fine luglio.
Giusto in quei giorni esce il bando del CSV Sardegna Solidale sulla Prequazione Sociale orientato a progetti di integrazione sociale e i pochi soci non ancora in ferie cominciano a riflettere sulla possibilità di usufruire del bando per portare avanti i lavori dei due gruppi.
La possibilità di unire i due gruppi destinando i risultati a realtà di emarginazione sociale, e alcune idee che maturavano da qualche anno all'interno dell'associazione, ha fatto emergere la possibilità di occuparsi della comunità Rom.
L'ignoranza nostra in materia era abissale, ma la curiosità e la voglia di superare i pregiudizi molto forte. Dopo una chiaccherata in spiaggia, si è iniziato quindi a contattare associazioni ed enti che già si occupavano di quella realtà.

I primi contatti con le associazioni, le prime visite al campo Rom per capire esigenze e disponibilità a collaborare hanno portato a costruire in brevissimo tempo e con grande sforzo un progetto unitario che rispondesse ai requisiti del bando. Così il 30 Settembre tutto era completo e la documentazione consegnata al CSV per la partecipazione al bando, dimostrando la forza dei singoli e del gruppo che stava crescendo!

Ad oggi ancora non abbiamo risposte relativamente all'accettazione del progetto, ma ISF-Cagliari non attende certo quello per andare avanti e le attività sono ben più avanzate del previsto per una serie di coincidenze positive che vi racconteremo prossimamente!